Sunday, May 6, 2012

magic on. do not disturb.

of all the plans I had on my mind... I am considering in the next few hours to stand all those plans up

to melt with the hammock hanging in the living room and read the book that, not only a friend of mine gave me, but that the very same friend of mine wrote

if anyone is looking for me, I'm not here

oh, u can come over later if u want, I am going to watch this one

http://youtu.be/MccmHwA-c4U


Sunday, April 29, 2012

staring elf

narra la leggenda che al rilascio di queste lanterne cinesi nel cielo, sia concesso esprimere un desiderio

così che lassù qualcuno possa leggerlo e fare in modo che si avveri

narra la leggenda che non sia buona idea rivelare il desiderio espresso

affinché questo possa avversarsi




Tuesday, April 10, 2012

spunti di svista - venticinquesima puntata

una delle più grandi verità sul mio conto è che sono una critica vivente

ovviamente sono molto brava a criticare chiunque, un po' meno me stessa

posto questo preambolo della serie "mi sono lavata la coscienza quindi ora qualunque cosa io faccia non è così malvagia come lo sarebbe stata senza aver fatto la comunione a Pasquetta"

io devo fare una critica ai genitori

grosso handicap della mia critica è che, accidenti, non sono un genitore e quindi tutti i genitori colpevoli possono usare questa banalissima arma per dimostrare che "io non ho idea"

inutile tentare la tecnica del "non c'è bisogno di essersi paracadutati da un aereo in volo per avere un'opinione più o meno legittima e ovviamente del tutto discutibile a riguardo" perché i genitori a questa controbattuta fanno spallucce

così, detto fra noi (che poi non so chi sia questo noi ma forse è meglio così), me ne infischio di ciò che genitori e non genitori penseranno perché in quanto non genitrice e quindi persona egoista ed egocentrica per definizione (...) voglio semplicemente dire la mia, perché sono una testarda incapace di ingoiare un'opinione

e così vi dico, cari genitori, che anche se vi stimo perché comunque vi siete impegnati in una delle più incredibili e difficili avventure, vi dico che se io non ho idea di cosa significhi essere genitore, beh voi, appena siete rimasti incinti, vi siete dimenticati cosa significhi essere figli

e faccio una piccola precisazione, mi riferisco in particolare ai genitori di oggi

siccome ormai vi starete chiedendo quale sia la mia critica, ho deciso di narrarvi un piccolo aneddoto, un frammento dello scorso sabato così che voi, genitori o meno, possiate dirmi se, dannazione, dal basso della mia ignoranza io abbia ragione oppure no

e seppur non mi crederete quando dico che non me ne frega un cazzo di avere ragione, preferirei che le cose non stessero come stanno. punto.

il tutto avviene lo scorso sabato quando con alcuni amici ci siamo trovati per una grigliata a casa di qualcuno che ha un enorme giardino su una collina

con noi ci sono tre bambini

io vi giuro che non potevo credere ai miei occhi... i tre bambini nonostante lo spazio, il sole e un pallone non hanno trovato nulla di più entusiasmante da fare che sedersi sul divano e giocare ciascuno al priorio video game

ora, ok che io sono di parte perché i video games mi fanno cagare e sono una sfigata che perde sempre e non si diverte (a meno che si tratti di mega tornei di wii e figate del genere)

però... siccome non ho 200 anni e siccome sono comunque una persona che per le cose che davvero ne valgano la pena di solito riesce e riesce abbastanza bene (arrogante, evvai)

posso, dico, posso dire che a me questa scena ha dato il voltastomaco? posso dire che secondo me i bambini non ne hanno colpa e la colpa è solo vostra, genitori? sì perché siete voi che non volete che i bambini si sbuccino le ginocchia, siete voi che li preferite lobotomizzati sul divano anziché fuori a divertirsi senza avervi accanto, siete voi che non volete che si sporchino, siete voi che credete di avere ragione "perché siete i genitori"... siete voi che li disegnate così. siete voi che siete cresciuti in campagna che non volete che siano felici come lo siete stati voi.

ebbene, vi sbagliate.

"non voglio cercare le uova colorate perché in giardino c'è la natura e io ho paura"

scusate ma... voi genitori siete d'accordo che un bambino ammazzi mostri e compagni perché tanto è virtuale... e non insegnate che in giardino non esistono vere minacce? e che se un ragno ti fa schifo gli stai lontano?
uno dei tre bambini è stato sgridato per aver ucciso un insetto. ma come fai a fargliene una colpa se nei suoi videogiochi "uccidere" è lo scopo?! per di più non gli hai spiegato che l'insetto non è armato... il bambino applica ciò che sa.

insomma basta. potrei andare avanti troppo a lungo dicendo cose orrende. invece credo che potrei interrompere qui. tanto potete immaginare il seguito del mio criticare e polemizzare.

avevo davvero solo bisogno di un sfogo.

PS per fortuna ad un certo punto è arrivato un bambino con i pantaloni strappati e le ginocchia verdi. ho capito che c'è ancora speranza. alcuni genitori non si sono dimenticati di essere stati quei bambini.


Wednesday, April 4, 2012

where the heck are we?



Looking so long for the words to be true





Remembering 
You how you used to be 
Slow drowned 
You were angels
So much more than everything 
Hold for the last time then slip away quietly 
Open my eyes 
But I never see anything

Saturday, March 31, 2012

spunti di svista - ventiquattresima puntata

come una sorta di segno del destino, anche se non sono fatalista, continuo a ritrovarmi a contatto con la nuova generazione

da una parte perché il mio compagno ha una bambina di 8 anni

dall'altra perché una scuola per bambini bilingue (se non trilingue) mi ha chiesto di lavorare per loro e ho trascorso una interessante giornata a contatto con questi piccoli mostri, con e senza origini italiane, che imparano l'italiano come seconda, terza o quarta lingua

"che bella la tua... come si chiama?"  -"treccia"
"che bella la tua treccia. anche io piace, fammi una"

io non so descrivere la sensazione provata nel rivolgermi a questi piccoli esseri umani nella mia lingua madre e vederli capire, rispondere o cercare di rispondere con le conoscenze a loro disposizione

non credo si tratti di orologio biologico perché più sono a contatto con i bambini, più mi rendo conto di quale enorme responsabilità sia diventare genitore e forse, occorre non pensarci affatto per decidere di mettere al mondo una vita

credo si tratti piuttosto di un fascino legato al surrealismo della situazione

essere in California, lontanissimi dall'Italia e giocare in cortile con questi piccoli grilli parlanti che mi chiedono di fare una gara di corsa

"ah, diamine, non potevate chiedermi di meglio, io sono terribile a disegnare, ma se c'è una cosa che so fare è una gara di corsa... ecco, vi faccio vedere come si fa la partenza"

le piccole polpette saltellanti mi hanno osservata a bocca aperta e immediatamente si sono messi sui blocchi gridando "pronti, partenza, viaaaa"

il mio cuore è letteralmente esploso di gioia quando tutti i bambini del cortile si sono messi a fare a gara con partenza in italiano

le risate sono poi arrivate con le false partenze e i piccoli aiutini per far vincere anche i più piccini

"non si può vincere sempre, l'importante è dare il meglio di se stessi"

poi ovviamente, se la maestra arriva per ultima, la soddisfazione è maggiore ;)

PS la piccola A. mi ha chiesto come mai l'altra maestra riesce a catturarla e invece contro di me ha vinto... "beh, A. io corro molto veloce, quindi penso che tu sia diventata troppo forte, ecco come mai. e comunque brava, sono fiera di te, hai corso contro i maschi, meriti un premio speciale come unica donna gareggiante"

grandi sorrisi.

qualche caduta che serve ad imparare a rialzarsi.

qualche discussione sul podio.

un'eco della mia Patria che non avevo programmato.. "pronti, partenza, via!".